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Prima di accingersi alla costruzione del palazzo, il Faruffini, (come in seguito fu chiamata la sua famiglia) aveva sposato Caterina Macchiavelli Dalle Frutta, la cui famiglia proveniva da Firenze ed a Ferrara era entrata nella nobiltà della Corte Estense. Verso la metà del 1600, quando l'Arcivescovo di Ferrara era il Cardinal Carlo Pio, la Famiglia dei Principi Pio di Savoia (proveniente dal Principato di Carpi ed entrata pure essa nella nobiltà estense), acquistò il palazzo, che da allora fu denominato appunto "Palazzo Pio". Sia per i Faruffini che per i Pio questo palazzo costituiva una "delizia" extraurbana, forse anche destinata a punto di partenza per le scorribande e per le puntate di caccia e pesca nella valle attigua. Verso la fine del Settecento alla morte del principe Giberto Pio, il palazzo passò in eredità alla famiglia Valcarcel Pastor, della nobiltà reale spagnola, che poi acquisì anche il nome di Falcò. Nei decenni dal 1870 al 1890 Palazzo Pio fu acquistato dalla Società Bonifica dei Terreni Ferraresi (S.B.T.F.), che ne mantenne la proprietà fino al successivo acquisto da parte della famiglia Monesi, che vi installò un apprezzato mulino.
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