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Palazzo Pio

Ora Palazzo Pio è di proprietà comunale

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Le procedure sono state lunghe ma finalmente, dopo cinque secoli di vita, lo storico Palazzo Pio diventerà finalmente proprietà dei tresigallesi. La giunta comunale di Tresigallo, infatti, ha completato l'acquisizione definitiva del palazzo dai fratelli Matteucci.
Ci sono voluti anni di alterne trattative, ma ora si sono verificate, finalmente, le condizioni per concludere la transazione.
Oggi possiamo affermare che Palazzo Pio è Proprietà di tutti noi cittadini di Tresigallo. Ora è in programma un intervento urgente, le prime opere per la messa in sicurezza della struttura che interesseranno la copertura dell'edificio e una parte dei solai. L'intenzione è quella di dare il via all'intervento entro l'estate, grazie ad un contributo provinciale concesso specificatamente. Sarà importante mettere in sicurezza la struttura per poi ragionare ed intervenire sul suo recupero e sull'utilizzo in un secondo momento. Ci sono numerosi soggetti operanti del Ferrarese, pubblici e privati, che possono fornire una fattiva collaborazione, e molti hanno già palesato grande sensibilità. Questa fase che si chiude è il preludio al recupero di uno degli edifici storici più importanti della provincia.
Questo intervento si pone in continuità con il recupero di villa Mensa e potrà essere messo a sistema nel circuito turistico culturale della nostra pianura, soprattutto nel quadro di recupero dell'asta navigabile e, insieme a Castello della Mesola, Verginese, e Abbazia di Pomposa, come tasselli indispensabili del piano di gestione dell'Unesco.


Palazzo Pio, brevi ce
nni sulla sua storia

In località "Palazzi" è visPalazzo Pio02ibile un antico edificio che si segnala soprattutto per la sua alta torre: è PALAZZO PIO.
La sua costruzione risale agli anni 1517 - 1531 e il suo committente fu il "Magnifico e generoso cavaliere e Conte Messer Alessandro Faruffini Capitano delle milizie dell'ill.mo don Alfonso duca di Ferrara e Modena" (da un documento originale dell'epoca).
Questo "cavaliere" , figlio di Giovanni Luchino e fratello di Adornino, partecipò con coraggio alla famosa battaglia di Polesella del 1509, nella quale fu sconfitta la squadra navale inviata da Venezia contro Ferrara, e per questo meritò di essere ricordato nel XXXVI canto dell'Orlando Furioso da Ludovico Ariosto, che aveva assistito alla battaglia.
Prima di accingersi alla costruzione del palazzo, il Faruffini, (come in seguito fu chiamata la sua famiglia) aveva sposato Caterina Macchiavelli Dalle Frutta, la cui famiglia proveniva da Firenze ed a Ferrara era entrata nella nobiltà della Corte Estense. Verso la metà del 1600, quando l'Arcivescovo di Ferrara era il Cardinal Carlo Pio, la Famiglia dei Principi Pio di Savoia (proveniente dal Principato di Carpi ed entrata pure essa nella nobiltà estense), acquistò il palazzo, che da allora fu denominato appunto "Palazzo Pio". Sia per i Faruffini che per i Pio questo palazzo costituiva una "delizia" extraurbana, forse anche destinata a punto di partenza per le scorribande e per le puntate di caccia e pesca nella valle attigua.
Verso la fine del Settecento alla morte del principe Giberto Pio, il palazzo passò in eredità alla famiglia Valcarcel Pastor, della nobiltà reale spagnola, che poi acquisì anche il nome di Falcò.
Nei decenni dal 1870 al 1890 Palazzo Pio fu acquistato dalla Società Bonifica dei Terreni Ferraresi (S.B.T.F.), che ne mantenne la proprietà fino al successivo acquisto da parte della famiglia Monesi, che vi installò un apprezzato mulino.

Altre informazioni:
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torri di marmo

Città del '900

 

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Palazzo Pio

 

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